Il problema che risolve
Ogni sito che consegnavo diventava un piccolo debito: un WordPress da aggiornare, plugin che litigano fra loro, un modulo contatti che smette di funzionare a settembre senza dire niente, e il cliente che scrive a me perché il sito è mio.
La verità scomoda è che il novanta per cento dei siti che faccio non ha bisogno di un database che gira a ogni visita. Ha bisogno di pagine che si caricano subito, che qualcuno possa modificare senza chiamarmi, e che nel frattempo non si rompano da sole.
Da lì è nato questo: si scrive come su un editor visuale, esce come HTML statico. Il pannello lo vedo io e chi vuole gestirsi i contenuti; il visitatore vede file già pronti.


